Che cos’è il THC? Effetti, funzionamento e rischi spiegati

  • , di Noah van Knippenberg
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Een arts schrijft een recept voor medische cannabis voor een patiënt bij Novus Fumus.

Il THC è il principale composto psicoattivo della cannabis ed è responsabile della tipica sensazione di euforia o alterazione associata al consumo. In questo articolo scoprirai che cos’è esattamente il THC, come agisce sull’organismo, quanto durano i suoi effetti e quali rischi sono legati al suo utilizzo.

Che cos’è il THC?

THC è l’abbreviazione di tetraidrocannabinolo. Si tratta di un cannabinoide, cioè una delle sostanze naturalmente presenti nella pianta di cannabis. I cannabinoidi sono particolarmente concentrati nei fiori, che vengono utilizzati come cannabis oppure lavorati per produrre hashish.

Il THC si distingue da molti altri cannabinoidi soprattutto per i suoi effetti psicoattivi. Può provocare sensazioni di rilassamento o euforia, ma anche modificare la percezione del tempo, rendere più difficile la concentrazione e rallentare i tempi di reazione.

Il precursore del THC

Il THCa è il precursore naturale del THC. La cannabis fresca contiene una quantità significativa di THCa, che non produce i tipici effetti psicoattivi del THC. Quando viene riscaldato, il THCa si trasforma in parte in THC. Questo processo è chiamato decarbossilazione e avviene, ad esempio, quando la cannabis viene fumata, vaporizzata o riscaldata durante la preparazione di alimenti.

Come agisce il THC nell’organismo?

Il THC interagisce con il sistema endocannabinoide, un sistema naturalmente presente nell’organismo coinvolto, tra le altre cose, nella regolazione dell’umore, dell’appetito, della memoria, del sonno e della percezione del dolore.

Questo sistema comprende diversi recettori cannabinoidi. Il THC si lega principalmente ai recettori CB1, particolarmente presenti nel cervello e nel sistema nervoso. Di conseguenza, modifica temporaneamente il modo in cui alcuni segnali vengono elaborati dal cervello.

Ricercatore che esamina piante di cannabis in laboratorio durante uno studio scientifico.

Quali effetti provoca il THC?

Il THC può provocare effetti sia piacevoli sia spiacevoli. La reazione varia da persona a persona e dipende da fattori come la dose, l’esperienza precedente, la sensibilità individuale e l’ambiente in cui viene consumata la cannabis.

Tra gli effetti più comuni troviamo:

  • una sensazione di rilassamento o euforia;
  • una diversa percezione del tempo;
  • una percezione più intensa della musica, del cibo e di altri stimoli sensoriali;
  • attacchi di risate;
  • aumento dell’appetito;
  • una sensazione di pesantezza o rilassamento del corpo;
  • cambiamenti nella concentrazione e nei pensieri.

Una dose più elevata non significa necessariamente un’esperienza più piacevole. Un’eccessiva quantità di THC può invece provocare vertigini, nausea, ansia, panico, paranoia o confusione. Un’esperienza spiacevole di questo tipo viene spesso definita “bad trip”.

Quanto durano gli effetti del THC?

Quando la cannabis viene fumata o vaporizzata, gli effetti sono generalmente percepibili nel giro di pochi minuti. Solitamente sono più intensi nelle prime ore e diminuiscono poi gradualmente.

Con gli edibili, come torte, dolci o gummies, il processo è diverso. Il THC deve prima essere elaborato attraverso l’apparato digerente e il fegato, perciò possono essere necessari dai 30 ai 90 minuti prima di avvertirne gli effetti. Nel fegato, il THC viene trasformato, tra le altre sostanze, in 11-idrossi-THC.

Per questo motivo, gli effetti dei prodotti commestibili a base di cannabis possono durare molto più a lungo. Mentre la cannabis fumata o vaporizzata tende a produrre effetti per alcune ore, quelli degli edibili possono protrarsi fino a circa 12 ore.

Questo ritardo nell’insorgenza degli effetti rende inoltre gli edibili più difficili da dosare. Assumerne ancora perché inizialmente non si avverte alcun effetto può portare a consumare una quantità di THC molto maggiore del previsto e provocare un’esperienza spiacevole.

Quali prodotti contengono THC?

Il THC si trova principalmente nei fiori di cannabis e nell’hashish, ma può essere presente anche negli edibili, negli oli di cannabis e nei prodotti da vaporizzare. Il metodo di assunzione influisce notevolmente sulla rapidità con cui iniziano gli effetti e sulla loro durata.

  • Fiori di cannabis e hashish: vengono generalmente fumati o vaporizzati e producono quindi effetti relativamente rapidi.
  • Edibili: prodotti come torte o caramelle impiegano più tempo a fare effetto, ma l’esperienza può durare molto più a lungo.
  • Olio di THC: viene assunto per via orale. La velocità e la durata degli effetti possono variare in base al prodotto e alla modalità di utilizzo.
  • Vape al THC: vengono inalizzate e hanno quindi un’azione relativamente rapida. La composizione e la potenza possono variare notevolmente da un prodotto all’altro.
Collage con fiori di cannabis, hashish, gummies al THC colorate e concentrato di cannabis.

Qual è la differenza tra THC e CBD?

Il THC è psicoattivo, mentre il CBD non lo è. Entrambi i cannabinoidi sono naturalmente presenti nella cannabis, ma agiscono in modo diverso nell’organismo.

Il THC interagisce in maniera significativa con i recettori CB1 del cervello e può quindi modificare la percezione e lo stato di coscienza. Il CBD, abbreviazione di cannabidiolo, non provoca lo stesso effetto psicoattivo tipico del THC.

Pianta di cannabis con strutture molecolari di CBD e THC su uno sfondo scuro.

Quali sono gli effetti collaterali del THC?

Gli effetti collaterali del THC possono manifestarsi durante il consumo o poco dopo. La loro intensità varia da persona a persona e dipende, tra le altre cose, dalla dose e dalla sensibilità individuale.

Tra gli effetti collaterali più comuni troviamo:

  • secchezza delle fauci e occhi arrossati;
  • vertigini o sonnolenza;
  • aumento della frequenza cardiaca;
  • difficoltà di concentrazione e problemi con la memoria a breve termine;
  • riduzione della coordinazione e tempi di reazione più lenti;
  • ansia, panico o paranoia;
  • nausea o confusione.

A dosi elevate o nelle persone particolarmente sensibili, la cannabis può inoltre scatenare o aggravare disturbi psicologici più seri.

Quali sono i rischi del THC?

I rischi associati al consumo di cannabis dipendono soprattutto dalla quantità e dalla frequenza di utilizzo, dall’età in cui si inizia, dal metodo di consumo e dalla sensibilità individuale.

Tra i principali rischi troviamo:

  • sviluppo di tolleranza e dipendenza in caso di consumo regolare;
  • maggiore rischio di disturbi psicologici nelle persone predisposte;
  • rischi aggiuntivi associati al consumo regolare in giovane età;
  • maggiore rischio di incidenti a causa di tempi di reazione più lenti e di una coordinazione ridotta;
  • esposizione a sostanze nocive prodotte dalla combustione quando la cannabis viene fumata.

Anche il metodo di consumo fa la differenza. Con gli edibili, ad esempio, è più facile assumere accidentalmente una quantità eccessiva perché gli effetti impiegano più tempo a manifestarsi.

Il THC può creare dipendenza?

La cannabis contenente THC può creare dipendenza, anche se non tutte le persone che ne fanno uso la sviluppano. Il rischio aumenta con il consumo frequente, con l’inizio in giovane età e con un utilizzo quotidiano o quasi quotidiano per lunghi periodi.

Il consumo regolare può inoltre portare allo sviluppo di tolleranza. L’organismo si abitua progressivamente agli effetti e può quindi essere necessaria una quantità maggiore di cannabis per ottenere lo stesso effetto.

Tra i possibili segnali di un consumo problematico troviamo:

  • consumare cannabis più spesso di quanto previsto;
  • avere difficoltà a ridurre o interrompere il consumo;
  • dedicare molto tempo al consumo di cannabis;
  • continuare a consumarla nonostante problemi a scuola, sul lavoro o nelle relazioni personali.

Il THC può causare sintomi di astinenza?

Le persone che consumano cannabis in grandi quantità e con regolarità possono manifestare sintomi di astinenza quando interrompono o riducono fortemente il consumo. Questo non accade a tutti e l’intensità dei sintomi varia da persona a persona.

Tra i possibili sintomi troviamo:

  • difficoltà a dormire o sogni particolarmente vividi;
  • irritabilità e irrequietezza;
  • ansia o umore depresso;
  • riduzione dell’appetito;
  • mal di testa;
  • forte desiderio di consumare cannabis.

La maggior parte dei sintomi tende a diminuire con il tempo. Spesso migliorano sensibilmente nel giro di una o due settimane, anche se i disturbi del sonno possono durare più a lungo.

Quanto tempo rimane il THC nell’organismo?

Gli effetti psicoattivi del THC durano generalmente alcune ore, ma i suoi metaboliti possono rimanere rilevabili nell’organismo molto più a lungo.

La durata esatta varia da persona a persona e dipende, tra le altre cose, da:

  • la quantità di cannabis consumata;
  • la frequenza del consumo;
  • il metabolismo individuale;
  • il tipo di test utilizzato.

In caso di consumo regolare, i metaboliti del THC possono rimanere rilevabili più a lungo rispetto a un consumo occasionale. Un risultato positivo non significa quindi necessariamente che una persona sia ancora sotto gli effetti del THC in quel momento.

Non esiste un metodo rapido e affidabile per eliminare immediatamente il THC dall’organismo.

Domande frequenti sul THC

Si può assumere troppo THC?

Sì. È possibile assumere una quantità di THC superiore a quella che risulta piacevole. Questo può accadere con relativa facilità con gli edibili, perché gli effetti impiegano più tempo a manifestarsi e si rischia quindi di assumere un’altra dose troppo presto.

Una quantità eccessiva di THC può provocare ansia, panico, nausea, vertigini, paranoia e confusione. In una situazione del genere, evita di consumare altra cannabis e aspetta che gli effetti diminuiscano gradualmente.

Cosa fare se gli effetti del THC sono troppo intensi?

Non consumare altra cannabis e cerca un ambiente tranquillo e familiare. Un effetto eccessivamente intenso può essere spiacevole, ma nella maggior parte dei casi tende a diminuire gradualmente da solo.

Può essere utile:

  • sedersi o sdraiarsi in un luogo confortevole;
  • bere dell’acqua;
  • rimanere insieme a una persona di fiducia;
  • ricordarsi che gli effetti sono temporanei.

Online vengono suggeriti diversi metodi per ridurre rapidamente gli effetti della cannabis, tra cui CBD, mango o pepe nero. Tuttavia, non esistono prove sufficienti per affermare che questi metodi siano in grado di neutralizzare in modo affidabile gli effetti del THC.

In caso di sintomi gravi, problemi di coscienza, dolore al petto o altri sintomi che destano forte preoccupazione, è consigliabile rivolgersi a un medico.

È sicuro guidare dopo aver consumato THC?

No. Il THC può influire sui tempi di reazione, sulla concentrazione e sulla coordinazione, aumentando il rischio di incidenti.

Anche se non ti senti più sotto effetto, l’attenzione e i tempi di reazione possono essere ancora compromessi. Evita quindi di guidare finché avverti ancora gli effetti della cannabis.

Noah van Knippenberg

Noah van Knippenberg

Specialista dei Contenuti Novus Fumus

Noah van Knippenberg scrive per Novus Fumus di tecniche di coltivazione, funghi e argomenti relativi agli smartshop. Partendo dalla sua esperienza pratica, traduce argomenti complessi in informazioni accessibili e affidabili.

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